Come una disperata saggezza impone, è sempre meglio ridere.

Partendo dal piccolo, chi ha avuto lo stomaco ha assistito e, magari, sta assistendo alla farsa oscena che le olimpiadi parigine, le più mortificanti della storia (record!), stanno inscenando, con una costosissima fogna ad ospitare le gare di nuoto in acque libere e con l’ultimo numero da avanspettacolo del pugilato dove ha partecipato un’atleta che ha diritto dell’apostrofo per motivi di “correttezza politica”. Ma non si tema: ne arriveranno altri. Del resto, la cerimonia di apertura ci aveva informati nel dettaglio, e siamo in trepida attesa per la prossima sorpresa,

Lasciandoci alle spalle Parigi e scegliendo fior da fiore, l’ItaGlia ha venduto ad una cordata USA, Canada e Abu Dhabi la TIM. Poco male: il mio telefono continuerà ugualmente ad essere ascoltato da un annoiato brigadiere. Ma abbiamo venduto a prezzo di saldo anche la compagnia aerea di bandiera. E, allora, mi è tornata in mente la mia sciagurata partecipazione del 2008 alla trasmissione tibbù di un tale Bruno Vespa quando, con l’aria di un professore malignetto che ti esamina per bocciarti, il personaggio mi domandò che cosa avrei inteso fare con l’allora già catastrofica Alitalia. La mia risposta fu che avrebbe dovuto decidere e avrebbe comunque deciso il mercato. Di fianco a me sedeva un faro del giornalismo, e la sua reazione fu quella di ridacchiare dicendo che ero un “dilettante allo sbaraglio.” Beh, dopo qualche anno è finita proprio come è finita, con buona pace dei due luminari. La battuta irresistibile a proposito della svendita è quella del ministro dell’economia (?) Giancarlo Giorgetti che ha parlato di “orgoglio” per quella brillante operazione grazie alla quale – ha sottolineato – gl’italiani non pagheranno più tasse per l’Alitalia. Proprio così. Credo che ogni commento sia superfluo, ma, almeno, una risata possiamo permettercela.

Da ultimo, certo tralasciando centinaia di altre fonti di ilarità, cito la surrettizia reintroduzione di quella manifestazione che contrasta non solo con la medicina più ovvia ma con la legge stessa secondo cui il primo imbecille investito di un’autorità, reale o immaginaria che sia, può impedire l’accesso ad un luogo pubblico come, ad esempio, un ricovero di vecchiaia (RSA fa meno impressione) se non si hanno tutti i requisiti dell’idiozia: maschera in primis.

E, allora, prendendo onestamente atto della nostra pigrizia, della nostra credulità, della nostra assenza di cultura, della nostra assenza di morale, dell’avvenuta bollitura del nostro cervello, della nostra evirazione, almeno, ridiamo. Dopotutto, fra quattro miliardi e mezzo di anni non esisterà più non solo la nostra “civiltà”, ma l’intero sistema solare.