Mi è impossibile non domandarmi perché mai io abbia dedicato tutta la vita a studiare e a fare ricerca quando sarebbe bastato accendere il computer e leggere in un batter d’occhi  gl’insegnamenti di chi non ha sprecato un minuto della sua vita.

Io continuo a ricevere appunti, quasi invariabilmente in un italiano “personale”, di frequentatori di siti Internet dove “uno vale uno” che mi ammaestrano su argomenti scientifici a volte semplici, a volte complessi, ai quali mi sono dedicato e, magari, continuo ingenuamente a dedicarmi. Se, poi, mi capita di violentare il mio povero, stomaco dedicando qualche minuto a personaggi che riservarono gli anni di università ad attività più dilettevoli rispetto alle leopardiane “sudate carte”, vedo i viropitechi esibirsi in acrobazie che, sempre se lo stomaco reggesse, sarebbero persino ammirevoli.

Ora, resomi conto di aver sprecato la mia vita e che ormai ho molto ampiamente superato il punto di non ritorno, mendico soccorso. Vorrei che qualcuno m’illustrasse il razionale di supporto a qualche vaccinazione.

Prescindendo da ciò che gli enti di statistica inglese e americano dichiarano certificando l’inutilità di qualunque vaccinazione, e prescindendo da tutti i comunicati del Ministero della salute nostrano che da anni illustrano la patogenicità del vaccino antipolio, accetto, per momentanea ipotesi di lavoro, che i vaccini servano a qualcosa.

Se è così, questi mimano la malattia reale, inducendo l’organismo ad allestire una frazione del sistema immunitario che impedisca l’insorgere della malattia. Questo è ciò che ci si aspetta da un vaccino, e, qui, non entro nei fatti reali per non scandalizzare nessuno. Se è così, comunque, è indispensabile che la malattia reale, una volta contratta e superata, induca un’immunità. Ora, vuole il caso, che malattie come il tetano e l’herpes non conferiscano alcuna immunità e, una volta contratte e guarite, possano ripresentarsi all’infinito. Così, a lume di logica e di farmacologia, la domanda è: se la malattia reale non conferisce immunità, come può farlo qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, quella malattia la mima? Insomma, a che servono i vaccini contro tetano (malattia rarissima) ed herpes (malattia comune)?

Ma ora c’è di più. La Regione Toscana, sempre ansiosa di essere la prima della classe, sta diffondendo (e non entro nelle modalità) la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale. Ancora una volta, vuole il caso che quel virus, peraltro comunissimo e con una mortalità bassissima, non conferisca alcuna immunità. Questo fa parte delle ovvietà per chi ha sprecato il suo tempo a studiare, ma non può certo influenzare chi le cose le sa per una sorta d’illuminazione e si cura solo dell’interesse. Interesse per tutta la popolazione, naturalmente.

Solo per completezza, la vaccinazione è a carico anche dei neonati e, qualcuno mi dice, addirittura dei prematuri.

Ognuno si comporti responsabilmente, ricordando che chi nasce non lo ha chiesto.