Lo capisco: scrivere ancora dello stesso argomento annoia la maggior parte di chi ha, almeno ogni tanto, la pazienza di leggermi. Poi c’è chi ha risolto ogni problema perché, come esorta “chi sa”, c’è chi ha pensato e deciso per lui, un compito che, con pazienza e nell’interesse dell’umanità, si sobbarcano “politici”, “scienziati” e “preti.” Naturalmente, i “giornalisti” al seguito fanno da moltiplicatori.

Non saprei dire quante volte ho scritto del massacro piamente e scientificamente organizzato per produrre vaccini e “vaccini”.

Vistomi precluso ogni confronto con gli “scienziati”, ho tentato di avere lumi dai religiosi, e anche lì ho avuto non poche difficoltà. Mesi fa ebbi uno scambio epistolare con il vescovo di Bolzano, un’autorità religiosa che ringrazio per la pazienza e la cortesia mostrata nel rispondermi. E la risposta si dilungava per non poche pagine. Ciò che sospetto è che sua Eccellenza il Monsignore sia certo di trovarsi come interlocutore un imbecille perdigiorno, visto che non spreca tempo a toccare gli argomenti che io toccavo, e limitandosi ad un copia incolla di una sua omelia in cui trattava di tutt’altro. In fondo, non fanno così anche i “politici”?

Ora ho la risposta di un amico musulmano, risposta in cui mi riporta l’opinione autorevolissima di imam.

In sintesi, la religione musulmana consente di bere alcolici se si rischia di morire di sete, e di mangiare maiale o altri animali proibiti se si muore di fame. Insomma, quando si è in pericolo di vita, infrangere le regole non costituisce reato, cioè peccato.

Su questo non muovo alcuna obiezione, non trattandosi di qualcosa che rientri nelle mie competenze. Però, qualche domanda me la pongo.

Con i vaccini e i “vaccini” non è questione di fame, ma della convinzione di vaccinarsi e “vaccinarsi” per proteggersi da malattie mortali. Che la convinzione sia basata sul nulla lo confermano gli enti di statistica di varie nazioni e perfino il nostro Ministero della salute, ma sono pronto ad accettare ciò che ogni musulmano ha il diritto di credere. Mi si dovrebbe illustrare, tuttavia, come si possa ragionevolmente ritenere non solo che la varicella (ma potrei aggiungere un corposo elenco di malattie trasmissibili) sia mortale, e come si possa giustificare lo squartamento di feti vivi per evitare la malattia.

Sia chiaro: io sono sempre pronto ad essere ammaestrato. Mi piacerebbe, però, essere trattato come scolaretto dotato di un quoziente intellettivo normale, di buone conoscenze nel campo dei farmaci, e curioso di religione.

Aggiungo che da parte ebraica non sono a conoscenze di risposte, il che è spiegabile con il fatto storico legato all’origine di quella religione, un’origine di gran lunga più antica rispetto a cristianesimo ed islam. La loro esperienza millenaria li consiglia, semplicemente, d’ignorare i seccatori che potrebbero porre questioni fastidiose.

In attesa di spiegazioni, possibilmente sbagliando, mi permetto di provare orrore nei riguardi dell’ufficialità di quelle religioni, e di domandarmi che cosa accadrà se davvero qualcuno emetterà giudizi inappellabili quando avremo abbandonato la nostra prigione di carne.

Arrivo, addirittura, a pensare che le funzioni religiose possano essere delle specie di messe nere.

Vi prego, rispondete!