Che il palcoscenico della società in cui ci siamo incamminati in accelerazione pulluli di “politici” e “scienziati” da torte in faccia credo sia indisputabile. In verità, questo mi preoccupa relativamente poco: a contarli, quei caratteristi sono, tutto sommato, pochissimi rispetto alla popolazione mondiale. Dunque, se si dovesse agire con le regole della democrazia dove a valere sono solo i numeri, se si optasse per la violenza (il Cielo ce ne guardi!), se si applicassero le leggi delle pandette umane e della scienza, quei poveretti sarebbero ridotti a mal partito. Invece…
Ed è qui che sono preoccupato. Molto? Beh, un po’.
Uno dei tanti aspetti che rendono questo mondo meraviglioso un trailer dell’inferno è quello costituito dalle malattie. Molte di queste esistono davvero, molte tra loro sono ignorate, non poche sono di gran lunga meno gravi di quanto non le si faccia apparire, qualcuna, addirittura esistente quanto i mostri dei bestiari medievali, è il seme rigoglioso della follia che contraddistingue il genere umano.
Il colpo di genio, arrivato dopo anni di lavoro paziente e meticoloso, e senza lesinare sforzi, spese, e “distrazioni” morali è quello di rendere le vittime di questo “hell coming soon” i finanziatori più costanti e affezionati del Lager planetario, e questo al di là dell’offerta della loro salute e della vita stessa della prole.
Da decenni sono in corso le cosiddette “maratone”, le “partite del cuore”, le vendite di piante e fiori attraverso cui sono stati raccolti miliardi. Con quel denaro, da decenni, il popolo viene rassicurato: da lì arriveranno le cure.
Pare che a nessuno, tuttavia, passati gli anni, sia venuto in mente di pretendere il resoconto di quei risultati.
Chi è del mestiere non ha dubbi: nella più generosa delle ipotesi, la montagna ha partorito un topolino rachitico. Tanto per non citare che un dato, il cancro è in un aumento vertiginoso.
Un altro aspetto che mi preoccupa un po’ è quello dell’autismo: uno spettro vastissimo di condizioni invalidanti che minaccia il futuro della società, una società in cui, se la tendenza iperbolica continuerà, dovrà forzatamente dedicarsi in larga misura alla cura di quei soggetti, e qualcuno mi spieghi come una società del genere potrà funzionare.
Ma l’autismo, come tante altre condizioni, è una cornucopia e, allora, perché anche solo tentare di mitigare il problema?
In giro per il mondo, e l’Italia è abbondantemente compresa, esistono associazioni di ogni tipo che raccolgono cifre enormi facendo leva sulla generosità popolare e sull’interesse di aziende che fanno bella figura e, come vantaggio collaterale, risparmiano qualcosa in sede di denuncia dei redditi. A mia conoscenza e a mia esperienza, nessuna di queste iniziative cerca di andare alla radice del problema. Con quella valanga di denaro si da vita a imprese bellissime: la pet therapy, le vacanze protette per dare un po’ di respiro ai genitori, addirittura il denaro per aiutare le famiglie colpite da quella tragedia. E poi, ci sono le scuole dedicate, scuole in cui i bambini vengono addestrati con tecniche del tutto analoghe a quelle usate per gli animali da circo, scuole in cui il bambino impara a non disturbare troppo.
Tutto bellissimo!
Tutto bellissimo, non fosse che, quando si propone a quelle stupende iniziative cui il denaro non manca di studiare il problema in modo da trovare un rimedio, da frenare la scalata, la risposta è invariabilmente un no. A volte è un no imbarazzato, spesso è un no infastidito, ancora più spesso è il silenzio. Il perché è fin troppo evidente, e non credo sia il caso di perdere tempo ad illustrarlo.
Aggiungo solo, visto che eravamo partiti con le torte in faccia, che una banca tra le più ricche in Italia ha deciso di sponsorizzare un festival della comicità. E che cosa può essere più comico di farlo congiuntamente ad una grande agenzia di pompe funebri? L’autismo, il cancro? La risposta è “A noi che cosa viene in tasca?”
Ineccepibile! La morte è l’unica certezza che abbiamo e, allora, perché non morire dal ridere? Nel frattempo, in attesa della torta in faccia che la storia inevitabilmente garantirà, avremo dato il soldino per guarire dal cancro e perché vogliamo tanto bene ai bambini autistici.
Oh, come siamo buoni!

Molti, agendo in questo modo, pensano che la loro anima sia salva, in Africa succede lo stesso, decine e decine di associazioni “umanitarie”
che raccolgono, raccolgono e raccolgono, per poi distribuire, nella migliore delle ipotesi e con la gestione più oculata, dal 3 al 4% dei soldi raccolti. Nel contempo i donatori felici, si chiudono il naso (e visto che siamo in Africa, lo fanno davvero) e donano senza verificare, che fine fanno le loro donazioni, però pulendo la loro coscienza. Tutti complici, nessuno escluso, tutti conniventi e tutti che si danno pacche sulla spalla, per avere la certezza, di quanto siano stati bravi…
Oscar Wilde diceva che a tutto può rinunciare, tranne che al superfluo. E che cosa c’è di più superfluo della coscienza pulita chimicamente? Il guaio è che quei personaggi, buoni e generosi come sono, tolgono le risorse necessarie per mettere almeno le pezze alla situazione. Così, in fin dei conti, sono quanto di più dannoso possa esistere. Ma c’è sempère la consolazione: tra quattro milioni e mezzo di anni non ci sarà più nemmeno il sistema solare. Dunque, perché disperarsi? Moriamo in allegria, godendoci la nostra commovente bontà che fa schiattare il pprssimo.
Ho sbagliato: non milioni, ma MILIARDI! Il mio era un lapsus dettato dalla fretta che la giustizia facesse il suo corso. Ma, a confronto dell’eternità, che differenza fa un 10 alla terza?
Bellissimo..
Grazie gentilissimi professori per tutto il sapere che divulgate come un faro nella notte buia..continuo a seguirvi..
Grazie
Grande Montanari. Montanari è la vera grandezza…
La prego: non mi classifichi per quello che non sono. Io mi limito a dire le cose come stanno. Se questo è un’eccezione e perfino un merito, c’è da preoccuparsi.
A me viene solo una grande tristezza vedere quante persone si fanno ancora manipolare
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